Daily Archives: Marzo 22, 2017

Santa Lea

Nome: Santa Lea
Ricorrenza: 22 marzo

Nel 384 a Roma morivano quasi contemporaneamente il patrizio Vezio Agorio Pretestato, console designato a prefetto dell’Urbe, e la matrona Lea, che, rimasta vedova in giovane età, aveva rifiutato le seconde nozze col ricco rappresentante della nobiltà romana per aderire alle prime comunità femminili cristiane, organizzate da S. Girolamo. Il vecchio asceta di Stridone, che, amareggiato dalle maligne insinuazioni di esercitare un ascendente non solo spirituale sulle virtuose matrone Marcella, Paola, Proba e Lea, aveva abbandonato Roma, e si era ritirato nei pressi di Betlem a condurvi vita solitaria, prese lo spunto dalla notizia della morte di Lea e del console per stendere in una delle sue numerose epistole alcune considerazioni.

Questa lettera rappresenta l’unico documento, ma di qual forza e suggestività, sulla vita della santa: « Dal coro degli Angeli ella è stata scortata nel seno di Abramo e, come Lazzaro, già povero, vede ora il ricco Console, già vestito di porpora, e che adesso, non adorno della palma ma avvolto nell’oscurità, domanda a Lea che gli faccia cadere una goccia dal suo dito mignolo». S. Girolamo amava i parallelismi e in questo caso il confronto gli venne facile: Vezio Agorio passa dagli splendori terreni alle tenebre dell’oblio, mentre Lea « la cui vita era considerata né più né meno che un fenomeno di pazzia, ecco che è del séguito di Cristo », nella gloria, per essere stata al suo séguito nella totale rinuncia al mondo.

Lea si era consacrata «tutta al Signore, – dice ancora S. Girolamo – diventando nel monastero madre superiora delle vergini, mutando le vesti delicate di un tempo nel ruvido sacco che logorò le sue membra, passando inoltre in preghiera intere notti, maestra di perfezione alle altre più con l’esempio che con le parole. Fu di una umiltà così profonda e così sincera che, dopo essere stata una grande dama, con molta servitù ai suoi ordini, si considerò poi come una serva. Spregevole la sua veste, grossolano il cibo, trascurava l’acconciatura del suo corpo; mentre poi adempiva a ogni dovere, rifuggiva dal fare anche la minima ostentazione delle opere buone per non riceverne la ricompensa in questa vita ». Questo « fenomeno di pazzia » o meglio questa scelta scomoda, che le fece preferire « il segreto ambito ristretto di una cella » agli agi della lussuosa dimora, che avrebbe potuto godere come futura «prima donna» di Roma, ha collocato questa matrona romana sul piedistallo di una gloria che non teme l’usura del tempo, la santità.

Santa Lea

La vita dei Santi

Da oggi inizia una nuova rubrica…… LA VITA DEI SANTI

ANGELUS. Papa Francesco: «I santi non sono super uomini»


“I santi non sono super uomini”. Papa Francesco lo ha ricordato prima della recita dell’Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano, proprio nella ricorrenza della festa di Ognissanti. “I santi non sono nati perfetti – ha sottolineato il Papa – sono come noi, come ognuno di noi, persone che prima di raggiungere la gloria del cielo hanno vissuto una vita normale, con gioie e dolori, fatiche e speranze”. La differenza con il resto dell’umanità consiste nel fatto che “quando hanno conosciuto l’amore di Dio, lo hanno seguito con tutto il cuore, senza condizioni o ipocrisie; hanno speso la loro vita al servizio degli altri, hanno sopportato sofferenze e avversità, senza odiare e rispondendo al male con il bene, diffondendo gioia e pace”. Proprio in tal senso, ha osservato Jorge Mario Bergoglio, “i santi sono uomini e donne che hanno la gioia nel cuore e la trasmettono agli altri”. Quindi, il Papa ha esortato che “essere santi non è un privilegio di pochi ma è una vocazione per tutti”.Ha spiegato Papa Francesco: “Tutti siamo chiamati a camminare sulla via della santità e questa via ha un nome e un volto, quello di Gesù. Lui nel Vangelo ci mostra la strada: quella delle beatitudini. Il Regno dei cieli, infatti, è per quanti non pongono la loro sicurezza nelle cose ma nell’amore di Dio; per quanti hanno un cuore semplice, umile; non presumono di essere giusti e non giudicano gli altri; per quanto sanno soffrire con chi soffre e gioire con chi gioisce; per quanto non sono violenti e misericordiosi e cercano di essere artefici di riconciliazione e di pace”.Ha chiesto il Papa ai fedeli raccolti in piazza San Pietro: “Che cosa ci dicono i santi, oggi? Ci dicono ‘fidatevi del Signore perché Lui non delude’, è un nostro amico e non delude mai. Con la loro testimonianza, ci incoraggiano a non avere paura ed andare controcorrente o di essere incompresi e derisi quando parliamo di Gesù e del Vangelo. Ci dimostrano con la loro vita che chi rimane fedele a Dio e alla sua Parola sperimenta già su questa Terra il conforto del suo amore e il centuplo nell’eternità”. Jorge Mario Bergoglio ha osservato quindi che “con sapienza, la Chiesa ha posto in stretta sequenza la festa di tutti i Santi e la commemorazione di tutti i fedeli defunti: alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati, ci unisce l’orazione di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna”.

Celebrazione festa di San Giuseppe

Celebrazione della Festività di San  Giuseppe

Ieri ci siamo ritrovati entrambi i gruppi della Fraternità con le nostre Suore in cappella per la S. Messa in onore di San Giuseppe.

Che bello! Ogni tanto una tappa così sul nostro cammino ci vuole proprio…

Siamo partiti dal ricordo di Madre Camilla, della venerazione che lei aveva per questo grande Santo, di come affidasse a lui tutti i suoi progetti, le sue iniziative, di quante volte ha chiesto e ottenuto il suo intervento miracoloso.

Le sue suore, le nostre suore, sono le figlie di San Giuseppe…la nostra è una Fraternità Giuseppina!

Lo abbiamo venerato particolarmente come “CUSTODE”. Certo, San Giuseppe è legato alla festa del papà, al mondo del lavoro, ma nella nostra celebrazione abbiamo voluto sottolineare che Lui ha custodito Gesù prima ancora che nascesse fidandosi completamente di ciò che Dio gli diceva.

Gli abbiamo affidato i bambini presenti con le loro mamme e gli abbiamo chiesto di renderci “ascoltatori di Dio” proprio come lui, per essere anche noi “custodi” di Gesù, dei nostri cari, del prossimo e del creato.

Papa Francesco a Manila nell’omelia del 16.01.2015 diceva testualmente: “Anche il Papa deve guardare  a San Giuseppe e come lui aprire le braccia per  custodire tutto il popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli i più piccoli…. Solo chi serve con amore sa custodire!”

Assunta

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