Luglio 14, 2024

Camilla Rolon

Istituto Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe – Delegazione Italiana –

Testamento spirituale Madre Camilla Rolon


Testamento Spirituale della Madre Camilla Rolon
 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia. Sia per sempre adorata la Santissima Trinità la sacra umanità di nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Sia benedetta la purezza della beatissima Vergine Maria;   lodati siano  San Giuseppe, Santa Teresa e tutti i santi e  gli  Angeli della corte celeste
 Io, Suor Camilla di San Giuseppe Rolon, oriunda del paese di San Isidro (Buenos Aires), nata il 18 luglio 1842 e battezzata nella fede Cattolica, Apostolica, romana, …  indegna serva di Gesù Cristo nostro Signore con la divina grazia e per la cui ispirazione ho fondato la Congregazione delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, nella quale ho emesso i voti perpetui di povertà, obbedienza e castità.  Dopo aver chiesto umilmente perdono delle mie mancanze a Dio ai miei superiori e alle consorelle, e dopo aver ringraziato Gesù delle sue infinite misericordie … prego caldamente le mie figlie in religione, di essere sempre esatte osservanti delle Sante Costituzioni e conservino fedelmente lo spirito del mio Istituto, non allontanandosi per nessun motivo dal fine per cui si fondò, vale a dire:  la santificazione dei suoi membri e il bene spirituale e corporale del prossimo, praticato con disinteressata carità cristiana:  chiedo loro,  inoltre di essere esemplari nell’obbedienza alle autorità della Madre Chiesa come anche nell’attuazione di tutte ed ognuna delle sue leggi, prescrizioni e decreti disciplinari e delle rubriche liturgiche;  voglio ancora che professino una profonda e totale adesione e riverenza al Sommo Pontefice,  vicario di Cristo in terra,  poiché dov’è Pietro lì è la vera Chiesa.
 Raccomando loro di essere devotissime del Santissimo Sacramento, procurando il maggior   decoro possibile nelle funzioni eucaristiche e che dimostrino sempre un tenero e costante amore alla Santissima Vergine del Carmine,  Madre e Signora della Congregazione,  e al Santo Patriarca San Giuseppe, patrono e  protettore di essa; usare molta pazienza,  dolcezza e carità con tutti,  in particolare con i poveri infermi bisognosi, anziani e bambini abbandonati che sono i membri prediletti del corpo mistico di Gesù Cristo; ma faccio loro notare e chiedo loro di aver presente che,  se la compassione e carità con gli estranei sono virtù molto lodevoli, più ancora lo sono se si esercitano con i membri della medesima famiglia religiosa, per cui raccomando oltremodo l’affetto reciproco, l’unione e la concordia tra le suore e la docilità alle proprie Superiore.
 Essendo vissuta nelle piaghe amorose di  Gesù Crocifisso e,  per sua grazia, abbandonata interamente alla volontà di Dio e abbracciata al Santo albero della Croce, voglio altresì morire inchiodata ad esso,  libera da ogni attacco alle creatore per poter dire con verità:  solo Dio basta e  per poter lasciare come eredità alla Comunità delle Suore di San Giuseppe,  unitamente alla fede, la speranza e la carità,  il prezioso tesoro della santa povertà evangelica,  tesoro inesauribile, mediante il quale, allontanando lo spirito della mondana cupidigia, si ottiene di penetrare nel vasto grembo della Provvidenza Divina e,  rinunziando ad ogni proprietà terrena, si raggiungono facilmente i beni eterni del cielo. 
 
Suor Camilla di San Giuseppe Rolon
Roma 27 novembre 1912