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Testamento spirituale Madre Camilla Rolon


Testamento Spirituale della Madre Camilla Rolon
 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia. Sia per sempre adorata la Santissima Trinità la sacra umanità di nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Sia benedetta la purezza della beatissima Vergine Maria;   lodati siano  San Giuseppe, Santa Teresa e tutti i santi e  gli  Angeli della corte celeste
 Io, Suor Camilla di San Giuseppe Rolon, oriunda del paese di San Isidro (Buenos Aires), nata il 18 luglio 1842 e battezzata nella fede Cattolica, Apostolica, romana, …  indegna serva di Gesù Cristo nostro Signore con la divina grazia e per la cui ispirazione ho fondato la Congregazione delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, nella quale ho emesso i voti perpetui di povertà, obbedienza e castità.  Dopo aver chiesto umilmente perdono delle mie mancanze a Dio ai miei superiori e alle consorelle, e dopo aver ringraziato Gesù delle sue infinite misericordie … prego caldamente le mie figlie in religione, di essere sempre esatte osservanti delle Sante Costituzioni e conservino fedelmente lo spirito del mio Istituto, non allontanandosi per nessun motivo dal fine per cui si fondò, vale a dire:  la santificazione dei suoi membri e il bene spirituale e corporale del prossimo, praticato con disinteressata carità cristiana:  chiedo loro,  inoltre di essere esemplari nell’obbedienza alle autorità della Madre Chiesa come anche nell’attuazione di tutte ed ognuna delle sue leggi, prescrizioni e decreti disciplinari e delle rubriche liturgiche;  voglio ancora che professino una profonda e totale adesione e riverenza al Sommo Pontefice,  vicario di Cristo in terra,  poiché dov’è Pietro lì è la vera Chiesa.
 Raccomando loro di essere devotissime del Santissimo Sacramento, procurando il maggior   decoro possibile nelle funzioni eucaristiche e che dimostrino sempre un tenero e costante amore alla Santissima Vergine del Carmine,  Madre e Signora della Congregazione,  e al Santo Patriarca San Giuseppe, patrono e  protettore di essa; usare molta pazienza,  dolcezza e carità con tutti,  in particolare con i poveri infermi bisognosi, anziani e bambini abbandonati che sono i membri prediletti del corpo mistico di Gesù Cristo; ma faccio loro notare e chiedo loro di aver presente che,  se la compassione e carità con gli estranei sono virtù molto lodevoli, più ancora lo sono se si esercitano con i membri della medesima famiglia religiosa, per cui raccomando oltremodo l’affetto reciproco, l’unione e la concordia tra le suore e la docilità alle proprie Superiore.
 Essendo vissuta nelle piaghe amorose di  Gesù Crocifisso e,  per sua grazia, abbandonata interamente alla volontà di Dio e abbracciata al Santo albero della Croce, voglio altresì morire inchiodata ad esso,  libera da ogni attacco alle creatore per poter dire con verità:  solo Dio basta e  per poter lasciare come eredità alla Comunità delle Suore di San Giuseppe,  unitamente alla fede, la speranza e la carità,  il prezioso tesoro della santa povertà evangelica,  tesoro inesauribile, mediante il quale, allontanando lo spirito della mondana cupidigia, si ottiene di penetrare nel vasto grembo della Provvidenza Divina e,  rinunziando ad ogni proprietà terrena, si raggiungono facilmente i beni eterni del cielo. 
 
Suor Camilla di San Giuseppe Rolon
Roma 27 novembre 1912

Pensieri di Madre Camilla – spiritualità giuseppina

FRASI PREZIOSE DELLA NOSTRA MADRE CAMILLA:
• non si dica mai di una Giuseppina che diffida perché la casa è povera; no figlie, per amore di Dio e per amore di colui sotto la cui custodia paterna ci ha posto il Signore. Generoso è questo benedetto Patriarca Padre del mio cuore, Signore San Giuseppe.
• siccome quella casa è destinata a grandi cose non è strano che possa cadere, ma no, non cadrà, perché il Signore Nostro Buon Dio la sosterrà per i meriti del Nostro Santissimo Padre e Signore San Giuseppe
• Non temere che il Collegio perda credito perché non ha buoni insegnanti. Forse non bastano a mantenere la sua fama i guardiani, ai quali la Divina Provvidenza ha affidato la cura delle nostre case, la Santissima Vergine e il Santissimo Patriarca, Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, i quali non ci abbandoneranno. Abbiamo fede e vedremo meraviglie.
• Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, uomo laborioso e nobilissimo e Padre amorevole si prende cura visibilmente della sua povera famiglia Giuseppina.

QUALCOSA IN PIU’…
• durante questo mese consacrato al culto del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, si preghi con grande fervore, affinché tutte le mie figlie, unite alle mie intenzioni, possano ottenere dal Signore questa grazia così segnalata,
• Noi ci prepariamo notevolmente per celebrare la festa del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe
• Oh! Il Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe vuole che essi siano coloro che aiutano le sue povere figlie per andare avanti
• e tu, cara figlia, non avere paura degli esami, nomina come presidente il Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe e vedrai come andrà a finire.
• Mi rallegra molto quando fate festa al Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, ed egli vi custodisca e vi benedica tutte per servire il Signore in Santa Pace e gioia, in Spirito e Verità
• Stiamo facendo la Novena in onore del nostro amato Padre San Giuseppe con la massima solennità possibile

FIDUCIA NEL NOSTRO PADRE SIGNORE SAN GIUSEPPE

FIDUCIA

  • avvolte, figlie mie, dal Purissimo Mantello di Maria Nostra Dolcissima Madre e da quello del Santissimo Patriarca e Santissimo Padre Signore San Giuseppe, il Signore ci custodirà con la sua infinita Misericordia.
  • non temete, San Giuseppe vi custodirà e vi libererà da ogni pericolo
  • Gloria a Dio Nostro Signore e al Grande Patriarca, perché Lui ha fatto tutto
  • non temere e il Santo Patriarca ti aiuterà e ti farà uscire da tutti i tuoi dubbi e difficoltà se ti rivolgerai a Lui come tuo Padre, Direttore e Maestro
  • mettiti, figlia mia, sotto il manto della Sovrana Abadessa Nostra Santissima Madre del Carmine e Padre Generale Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe
  • ripariamoci sotto il Mantello della Nostra Santissima Madre, la Grande Madre di Dio, e del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, i quali ci tengono sotto la loro protezione e, al riparo di tutto, negli ampi seni della Divina Provvidenza; abbiamo fede e non ci mancherà nulla
  • Tacuarembó mi dia i poveri, e la Divina Provvidenza mi darà il pane; ecco perché io non ci penso, perché già ci pensa San Giuseppe
  • mi riparo sotto il più dolce Mantello della Santissima Vergine del Monte Carmelo e del mio Santissimo Padre Signore San Giuseppe
  • e tutti i giorni vi benedico e vi metto sotto il manto della Santissima Vergine e del Santissimo Patriarca e Lui non smetterà mai di vegliare su di voi con la sua Paterna protezione
  • non essere una codarda, riponi la tua speranza in Dio Nostro Signore e, sotto la protezione della Santissima Vergine e del Santissimo Patriarca, non temere nulla anche se ti sembra di non avere nulla. Non temere, non ti mancherà nulla perché il Signore è fedele
  • Affida tutto alla Santissima Vergine e al Santissimo Patriarca, e vedrai quanto sarà bella quella Santa Casa. Abbiate pazienza se piove in casa. No, non cadrà, il Signore vi proteggerà, e appena sarà bel tempo si rimetterà a posto tutta la casa
  • Il Santissimo Patriarca vi ricompenserà per tutto ciò che farete per onorarlo, e con quanto splendore vorreste celebrare le sue feste, il suo mese santo, la sua novena. Ma non angustiatevi per questo, accompagnatelo rassegnate nell’umile casetta di Nazaret. Egli lì non aveva né pianoforte, né organo, né cantanti, eppure quanto era calmo, quanto era felice in compagnia di quel ricchissimo tesoro, in compagnia di Gesù e di Maria non gli mancava nulla, quindi figlia, non perdere tempo in vani desideri, perché anche se sembrano santi ti fanno perdere la pace.
  • Mia cara figlia, non rattristarti, abbandonati tra le braccia dell’amorevole Provvidenza di Dio e Dio, Nostro Signore, ti concederà tutte le grazie necessarie. Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe ti assisterà
  • Figlia, abbondante sarà la tua mensa se spezzerai il tuo pane con i poveri; come sarà contenta la Santissima Vergine, e che dire del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe? Abbi fede e vedrai meraviglie.

Modo di essere – frasi di Madre Camilla

MODO DI ESSERE
• siate felici e con ciò darete grande piacere al Santissimo Patriarca e non temete.
• dobbiamo cercare di imitare la vita nascosta del nostro caro Gesù e della sua Santissima Madre e del nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe nell’umile Officina di Nazareth.
• State calme e abbiate cura l’una verso l’altra (…) che è il miglior regalo che potete offrire al nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe
• non preoccuparti, sai già quanto è potente il Signore, e lui ti proteggerà, quindi chiedi al Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, perché, sua è quella preziosa casetta Giuseppina
Intercessione:
• aspetto tranquilla e con fede, perché otterrò tutto per intercessione del Santo Patriarca Signore San Giuseppe;
• raddoppia le tue suppliche al Signore per intercessione del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe
• raddoppiate le preghiere con i bambini per ottenere dal Signore la grazia che chiediamo; fate novene a San Giuseppe ogni mese, quando si finisce in una casa si cominci in un’altra per poter implorare continuamente il Nostro Santissimo Padre
• chiediamo al Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe…
• chiedi al Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe che ci sia concessa questa grazia dal Signore
• spera nel Signore, e per la potente intercessione del Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe ti sentirai meglio.
• metti tutto nelle mani del Nostro Signore per intercessione di Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, perché lui vi accompagnerà e vi concederà tutto ciò che mi chiedete.

IDENTITA’ GIUSEPPINA

IDENTITÀ

Che io possa  essere una vera figlia del Grande Patriarca, umile, obbediente e mortificata, e  avere sempre davanti ai miei occhi il fango della mia miseria, in modo da poter distinguere chiaramente le meraviglie del Signore,

  • Figlie di San Giuseppe e mie del cuore
  • povere figlie di San Giuseppe
  • Credi che sia poca cosa essere figlie di San Giuseppe?
  • lavorate con affetto al servizio del Signore, e il Santissimo Patriarca e la Santissima Vergine, di cui siete figlie, vi proteggeranno.
  • questo grande desiderio che arde nel mio cuore è che siate Religiose Sante ed esemplari figlie del più umile Patriarca,
  • nelle vere figlie del Santissimo Patriarca deve regnare lo spirito di semplicità e umiltà.
  • la tua povera madre che ti ama tanto ti desidera una vera figlia di San Giuseppe, umile, obbediente e caritatevole,
  • le povere figlie di San Giuseppe non hanno altra aspirazione che quella di fare del bene al prossimo

Madre Camilla e la sua devozione a San Giuseppe

San Jose y M Camila

La fisionomia spirituale della nostra Venerabile Madre Camilla di San Giuseppe Rolón, si può riassumere in queste parole:

POVERE DI SAN GIUSEPPE.

San Giuseppe, l’uomo del silenzio, della povertà e dell’umiltà è stato il suo maestro e consigliere. Da lui ha imparato la fiducia illimitata nella Provvidenza e nello stesso tempo il Santo Patriarca è stato per lei la personificazione della Provvidenza stessa.

Per questo ci ha lasciato un’eredità preziosa, la SANTA POVERTÀ EVANGELICA, configurazione con Cristo abbandonato filialmente nelle mani del Padre, che si esprime nell’esercizio della carità disinteressata.

Ha voluto che le sue figlie si chiamassero e fossero “Povere Suore di San Giuseppe”, imitando “la vita umile, semplice, laboriosa e obbediente del Nostro Santissimo Padre ”, e “non temiamo nulla, perché nulla ci mancherà ”(24 marzo 1906).

La Sacra Famiglia di Nazareth è l’esempio delle virtù che costituiscono la nostra spiritualità: “…tenendo sempre presente che dobbiamo cercare di imitare la vita nascosta del nostro caro Gesù e della sua Santissima Madre e del Nostro Santissimo  Padre Signore San Giuseppe nell’umile officina di Nazareth “. (15 settembre 1902). “… vivere una vita di preghiera, di raccoglimento, di obbedienza, di lavoro, di carità, di vera pace e di amore fraterno; ecco la vita dell’umile Giuseppina, povera, obbediente e mortificata; questa è la dolce compagnia di Gesù, Maria e Giuseppe nell’umile casetta di Nazareth”(13 giugno 1911).

Nelle espressioni della sua devozione al Santo Patriarca, Madre Camilla ha una sorprendente somiglianza con Santa Teresa. Non per niente il suo più importante libro era quello degli scritti della mistica Dottoressa.

  1. La devozione che Teresa provava verso San Giuseppe risale almeno ai primissimi tempi della sua vita religiosa.

La nostra Venerabile Madre Camilla ha coltivato fin da giovanissima la devozione al Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe, come lo chiamava lei. Il Padre Manuel Ruana ha riferito che quando era viceparroco nella chiesa di Socorro, i parroci precedenti gli indicavano il luogo davanti all’altare di San Giuseppe, dove la giovane Camilla pregava per ore, tenendosi la fronte tra le mani.

  1. In merito alla sua devozione a San Giuseppe e ai motivi su cui si basava, santa Teresa ha scritto nella sua Autobiografia (“Vita”, cap. 6) una relazione appassionata in cui difende la potente intercessione del Santo davanti a Dio, sfidando allo stesso tempo chiunque dubitasse di lei, per attestarlo personalmente. Madre Camilla, imitando la sua Protettrice, si fida ciecamente del suo Protettore.

Dice il Padre Guerrero: “Senza soldi, né introiti, non sapendo nemmeno  da dove prenderli, con case piene di persone  da dover essere vestite e nutrite, non ha perso la pace né la fiducia. Era molto sicura che il Signore  le avrebbe dato ciò che era necessario, e così lo chiedeva  alla statua di San Giuseppe, che portava sempre con sé,  parlando a lui come se fosse realmente presente”.  Metteva  San Giuseppe davanti a tutto, gli raccontava tutte le sue necessità.

“La tua messagera è triste, Padre mio San Giuseppe”, le ho sentito dire una volta, credendosi sola, nella Cappella dell’Asilo di Muñiz. Tutto sperava dal buon Gesù, dalla Vergine Maria e dal Signore San Giuseppe. La Madre faceva cantare ogni giorno la preghiera del Padre Nostro davanti all’immagine di San Giuseppe, e lui non l’ha mai delusa. Imperterrita, ferma e coraggiosa, sicura che la sua richiesta fosse esaudita,  avendola  chiesta a Gesù Bambino, affidandosi alla Madonna del Carmine ed a San Giuseppe, manteneva salda la sua petizione e non c’era nulla che la scoraggiasse: nè peccato, nè miseria morale o debolezza, né ostacoli materiali “.

“La sua parola era tutta piena di fede, di gratitudine, d’amore per il Signore, per la Santissima Vergine del Carmine e per San Giuseppe, che considerava il vero Padre e Patrono della Congregazione. Ha manifestato la certezza che Dio, per intercessione di San Giuseppe l’avrebbe aiutata in tutte le occasioni. Era abituata a dire, con grande delicatezza, riferendosi a San Giuseppe: “Il mio Vecchierello”; quando si rivolgeva a lui diceva con grande fervore: “Santissimo Patriarca”, e in molte occasioni la protezione di Dio era visibile”, testimonia Padre Abate OFM Conv., Cappellano della Casa di Roma durante la vita della Venerabile Madre.

Lei ha fortemente raccomandato alle sue figlie questa stessa fiducia: “E per il resto, non temere e, come dico, il Santo Patriarca ti aiuterà e ti farà uscire da tutti i tuoi dubbi e difficoltà se ti rivolgerai a Lui come tuo Padre, Direttore e Maestro ”(14 ottobre 1891). “… metti tutto nelle mani di Nostro Signore per la potente intercessione di Nostro Santissimo Padre Signore San Giuseppe e lui ti accompagnerà … ”(16 febbraio 1900). “… sapete già che il Padre Celeste vi vede e sa dove vi trovate, che fatte tutto per il suo amore. E il Santissimo Patriarca Gli dirà: “Queste poverelle che vedi qui, sole e indigenti e lontane dalla casa madre, sono le mie figlie”. E che ne dici di questa carezza del mio Santissimo Padre Signore San Giuseppe? …. No carissime, no figlie del mio cuore, niente vi mancherà se avete fede, e se qualcosa vi mancherà, guardate che siete povere figlie di San Giuseppe … ”(25 novembre , 1894). “Vostra Carità pensa che il laborioso falegname debba essere trascurato? Oh no, figlia, abbiamo esperienza della sua protezione visibile! ” (15 febbraio 1899).

Madre Elisa Morés, ultima novizia ricevuta da Madre Camilla in Argentina, ha raccontato di averle detto un giorno nella Cappella di Muñiz, dopo aver cantato (forse “Oh San Josè recuerda” o “Ante el ara”): – Hai visto? San Giuseppe non smette mai di ascoltare.

  1. Al momento di scegliere un patrono per la nuova casa, Teresa non ha esitato in nessun istante ad affidare la fondazione a San Giuseppe. Nel suo cuore, nessuno aveva più diritti di lui. Il Signore stesso gli aveva promesso che San Giuseppe e la Vergine si sarebbero assunti il compito di custodire le porte del recinto nella nuova casa. Pertanto, era un obbligo per lei darle il suo nome. La Santa fu talmente soddisfatta del patronato di San Giuseppe che gli dedicò 11 dei 16 nuovi conventi che fondò dopo quello di Avila.

Allo stesso modo, Camilla diede al suo Istituto il nome di San Giuseppe, e stabilì nel Primo Regolamento che “le case che verranno istituite d’ora in poi, porteranno tutte il nome di Casa di San Giuseppe”.

  1. Teresa, nel monastero dell’Incarnazione, si occupava puntualmente di preparare ogni anno, con la massima solennità possibile, la celebrazione della festa di San Giuseppe.

Racconta padre Alberto Guerrero che negli Asili di Camilla “i proprietari della casa erano il Divino Bambino Gesù, la Santissima Vergine del Carmine, il Signore San Giuseppe e Santa Teresa di Gesù; le feste di questi modelli divini, per tutta la sua vita, le ha fatte celebrare con la massima solennità e gioia: novene e canti, grandi luci e ornamenti, belle Sante Messe cantate, buoni sermoni, i più belli ornamenti, presenza di illustri sacerdoti, sacerdoti di campagna, prelati e cavalieri, la cui amicizia acquisiva. Per tutti in quei giorni aveva  doni e le sue attenzioni. Gli asili e le case da lei fondate, in quei giorni classici, nella loro povertà e semplicità, apparivano con la massima gioia e bellezza: i bambini ben curati, con i migliori costumi marciavano e cantavano; la casa ben spazzata e adornata con fiori e bandiere, la cappella risplendente di luci e ornamenti, le visite di amici e benefattori; anche il vicinato condivideva la gioia innocente con cui quegli umili, nella loro povertà, celebravano il Bambino Gesù, la Vergine Maria e San Giuseppe, producendo in coloro che per la prima volta vedevano una di quelle case, un sentimento di simpatia e di affetto cristiano verso l’opera di Madre Camilla”.

Lei  raccomandava ripetutamente di tenere accese le lampade in onore del Nostro Padre, come è stato  sempre fatto sin  dall’inizio della fondazione.

Già dai primi tempi dell’Istituto, molte devozioni furono praticate in onore di San Giuseppe. Il libricino “Preghiere e pratiche spirituali delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe”, la cui prima tiratura è del 1904, riporta: Litanie a San Giuseppe; Ufficio Parvo di San Giuseppe; Preghiera composta da Leone XIII; Triduo a San Giuseppe (17-18-19 di ogni mese); Sette domeniche in onore di San Giuseppe.

La Madre ha anche ottenuto la facoltà di esporre il Santissimo Sacramento il 19 di ogni mese. I canti antichi in onore di San Giuseppe fanno parte della nostra tradizione giuseppina; tra questi, padre Guerrero segnala “Viva Jesús”.

La nostra Venerabile Madre Camilla ha assicurato che l’invio tempestivo e favorevole del Decretum Laudis, ottenuto durante il suo primo viaggio a Roma (1891), era dovuto ai titoli che il Santissimo Patriarca aveva nel nostro Istituto. Presentandosi umilmente come la “piccola ancora” di San Giuseppe, influenzò senza dubbio favorevolmente Papa Leone XIII, grande devoto di San Giuseppe.

I più importanti eventi della vita di Madre e dell’Istituto si sono svolti il 19 marzo: Ricevimento dell’abito, Prima Professione, Voti Perpetui, Capitoli Generali, Assemblea per decidere il trasferimento della Casa Generalizia a Roma …, providenzialmente, l’approvazione pontificia dell’Istituto (1898), avvenne nella festa di San Giuseppe.

Madre Camilla propagava ardentemente la devozione a San Giuseppe: “… fa’ in modo che tutte le creature si rendano conto della festa che si sta celebrando, e di chi è il Santo Beato” (15 marzo 1904).

Madre Camilla Rolon

MADRE CAMILLA DI SAN GIUSEPPE ROLON

Nasce in provincia di Buenos Aires il 18 luglio 1842. Sin  da piccola, dimostra una profonda sensibilità spirituale, impegnandosi in varie attività parrocchiali, accompagnate da gesti di carità che toccano l’eroismo, come quando, scoppiato il colera in Buenos Aires, mentre tutti fuggono, lei rimane in città, andando da un malato all’altro curando piaghe e testimoniando l’amore del Signore con il suo generoso servizio.

Proprio  durante questa esperienza sente la chiamata del Signore ed entra  nel Carmelo di Buenos Aires, dal quale però esce dopo breve tempo a causa di una grave malattia. L’idea di consacrarsi al Signore non l’abbandona e l’amore per i più bisognosi la porta a fondare un Istituto la cui principale attività sia l’attenzione ai poveri. Così il 28 gennaio 1880, all’età di 38 anni, aiutata dal religioso lazzarista padre Jorge, Camilla, con due amiche più grandi di lei, due ragazze e undici bambine orfane, comincia la sua grande “avventura Giuseppina” a Mercdes (Bs As), nella più grande povertà, sostenuta dall’unica ricchezza che non conosce fallimenti: l’abbandono cieco e senza riserve alla divina Provvidenza.