Revisione delle Costituzioni a Roma

Le suore che fanno parte del Comitato di lavoro per il rinnovamento delle Costituzioni e del Direttorio della nostra Congregazione hanno tenuto un incontro di persona a Roma.

Per più di 15 giorni si sono dedicati a lavorare esclusivamente sui suggerimenti e sulle correzioni apportati dai Canonisti che ci accompagnano, al testo in preparazione.

Ogni giorno, abbiamo iniziato recitando insieme una preghiera di apertura nella Sala-Museo dove è morta la nostra Venerabile Madre Camila. Le chiediamo di intercedere per tutti noi e di renderci fedeli al Carisma che ha ricevuto da Dio Padre.

È stata anche una bella opportunità per condividere e godere della semplicità, della gioia e dell’ospitalità offerte dalle nostre suore in Italia.

Le madri che fanno parte di questa Commissione, Rosa Buth (comunità di Roma), Ana Cottet (comunità del Madagascar), Maria González (comunità degli Stati Uniti), Carina Iguain (comunità dell’Argentina), Lucia Domini (comunità di Roma), Rosario Sierra (comunità dell’Uruguay) e Sandra González (comunità di Montella), ringraziano tutte per le loro preghiere e chiedono di continuare ad accompagnarci in questo delicato compito di vivere più pienamente il nostro carisma e la nostra vita consacrata, secondo le sfide e le necessità della Chiesa e del mondo di oggi.

Incontro delle Sorelle

Negli ultimi due fine settimana di ottobre, le nostre Comunità in Italia: Roma, Genova, Montella e Larino, hanno tenuto il loro incontro annuale delle Suore.

Vissuti in un clima fraterno e profondo, abbiamo condiviso il nostro cammino di fede e come Dio ci ha guidate in tutti i momenti e le situazioni che abbiamo affrontato nel corso della nostra vita.

Ringraziamo Dio per aver lasciato il Suo segno su ogni volto, ogni storia, ogni sorriso, ogni dolore, e per aver sempre operato meraviglie in noi, Sue figlie.

Condividiamo la testimonianza di Suor Lucia Domini, che fa parte della comunità di Roma:

“Nel contesto di questo Anno Giubilare della Speranza, la nostra comunità di Roma (Madre Rosa, Suor Beatrice, Suor Lucia Mariconda, Suor Laura, Suor Ana Maria, Suor Rollande e Suor Lucia Domini) ha vissuto un bellissimo periodo di preghiera personale e comunitaria, guidata da Suor Carina, Suor Rosario e Suor Sandra.

Con il motto: “Giuseppine Pellegrine della Speranza, Ravvivando il Dono di Dio”, abbiamo condiviso e ascoltato con devozione il racconto di quegli eventi, persone, gesti e parole attraverso i quali Dio ci ha guidato nella nostra vita spirituale, a partire dal prezioso Dono della Fede che ci ha donato. È stato in un clima di grande rispetto e apprezzamento per l’opera che solo Dio può compiere nella piccolezza delle Sue creature.

Rendiamo grazie a Dio per questa privilegiata opportunità di comunicare ciò che è più prezioso per noi: la nostra vita nello Spirito.

E rinnoviamo anche il desiderio di vivere insieme la nostra consacrazione come Giuseppini, completamente abbandonati all’amorevole Provvidenza di Dio.”

—Sr. Lucia Domini

Sabato 25 ottobre e domenica 26 ottobre 2025

Sta avanzando la causa di beatificazione della suora cosiddetta “Madre dei sacerdoti”

Sta avanzando la causa di beatificazione della suora cosiddetta “Madre dei sacerdoti”

Il giorno 7 febbraio, il delegato episcopale dell’Argentina per le cause dei santi, Mons. Santiago Olivera, ha presentato la raccolta delle testimonianze per la beatificazione di suor Bernardetta dell’Immacolata Sesso.

Il Vescovo dell’Argentina ha spiegato che suor Bernardetta era italiana, ma “aveva vissuto a lungo in Argentina essendo membro della Congregazione delle Suore Povere di Bonaerensi di San Giuseppe, a San Miguel, provincia di Buenos Aires, dove ha mantenuto una grande amicizia con l’allora maestro dei novizi, poi vescovo e cardinale, Jorge Bergoglio, attuale Santo Padre Francesco”.

Dato che la causa di canonizzazione della Serva di Dio è stata aperta a Roma, il Vescovo di San Miguel, Mons. Damián Nannini, ha delegato il processo a Mons. Olivera.

In tal modo il delegato episcopale per le Cause dei Santi ha elaborato e concluso l’istanza giudiziaria dinanzi al Vicariato di Roma.

Il Vescovo Olivera è stato accompagnato da suor Colomba Angelillis, rappresentante della Madre Delegata per l’Italia dell’Istituto delle Suore Povere di Bonaerensi di San Giuseppe, Madre Gregoria Antonia Ortiz.

Testamento spirituale Madre Camilla Rolon


Testamento Spirituale della Madre Camilla Rolon
 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia. Sia per sempre adorata la Santissima Trinità la sacra umanità di nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Sia benedetta la purezza della beatissima Vergine Maria;   lodati siano  San Giuseppe, Santa Teresa e tutti i santi e  gli  Angeli della corte celeste
 Io, Suor Camilla di San Giuseppe Rolon, oriunda del paese di San Isidro (Buenos Aires), nata il 18 luglio 1842 e battezzata nella fede Cattolica, Apostolica, romana, …  indegna serva di Gesù Cristo nostro Signore con la divina grazia e per la cui ispirazione ho fondato la Congregazione delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, nella quale ho emesso i voti perpetui di povertà, obbedienza e castità.  Dopo aver chiesto umilmente perdono delle mie mancanze a Dio ai miei superiori e alle consorelle, e dopo aver ringraziato Gesù delle sue infinite misericordie … prego caldamente le mie figlie in religione, di essere sempre esatte osservanti delle Sante Costituzioni e conservino fedelmente lo spirito del mio Istituto, non allontanandosi per nessun motivo dal fine per cui si fondò, vale a dire:  la santificazione dei suoi membri e il bene spirituale e corporale del prossimo, praticato con disinteressata carità cristiana:  chiedo loro,  inoltre di essere esemplari nell’obbedienza alle autorità della Madre Chiesa come anche nell’attuazione di tutte ed ognuna delle sue leggi, prescrizioni e decreti disciplinari e delle rubriche liturgiche;  voglio ancora che professino una profonda e totale adesione e riverenza al Sommo Pontefice,  vicario di Cristo in terra,  poiché dov’è Pietro lì è la vera Chiesa.
 Raccomando loro di essere devotissime del Santissimo Sacramento, procurando il maggior   decoro possibile nelle funzioni eucaristiche e che dimostrino sempre un tenero e costante amore alla Santissima Vergine del Carmine,  Madre e Signora della Congregazione,  e al Santo Patriarca San Giuseppe, patrono e  protettore di essa; usare molta pazienza,  dolcezza e carità con tutti,  in particolare con i poveri infermi bisognosi, anziani e bambini abbandonati che sono i membri prediletti del corpo mistico di Gesù Cristo; ma faccio loro notare e chiedo loro di aver presente che,  se la compassione e carità con gli estranei sono virtù molto lodevoli, più ancora lo sono se si esercitano con i membri della medesima famiglia religiosa, per cui raccomando oltremodo l’affetto reciproco, l’unione e la concordia tra le suore e la docilità alle proprie Superiore.
 Essendo vissuta nelle piaghe amorose di  Gesù Crocifisso e,  per sua grazia, abbandonata interamente alla volontà di Dio e abbracciata al Santo albero della Croce, voglio altresì morire inchiodata ad esso,  libera da ogni attacco alle creatore per poter dire con verità:  solo Dio basta e  per poter lasciare come eredità alla Comunità delle Suore di San Giuseppe,  unitamente alla fede, la speranza e la carità,  il prezioso tesoro della santa povertà evangelica,  tesoro inesauribile, mediante il quale, allontanando lo spirito della mondana cupidigia, si ottiene di penetrare nel vasto grembo della Provvidenza Divina e,  rinunziando ad ogni proprietà terrena, si raggiungono facilmente i beni eterni del cielo. 
 
Suor Camilla di San Giuseppe Rolon
Roma 27 novembre 1912

16 Febbraio – I nostri occhi siano sempre fissi in Dio

“I nostri occhi siano sempre fissi in Dio”  (M.C.)

Incontro di Preghiera – Anniversario morte M. Camilla

Guida: Introduzione

Ricorre oggi l’anniversario del transito della Venerabile Madre Camilla alla casa del Padre e, come ogni anno, la nostra congregazione ricorda questo giorno con un momento speciale di preghiera. Per onorarla vogliamo considerare alcuni aspetti delle sue virtù eroiche, alla luce della Parola di Dio.

Canto: Fissa gli occhi – Esposizione Santissimo

Breve adorazione

Sacerdote: Nel nome del Padre….

Donaci, Padre, lo Spirito di sapienza e di amore, che ha fatto risplendere come lampada nella Chiesa la tua umile serva la Venerabile Madre Camilla, e fa che ti serviamo con lo stesso impegno di fede e di opere, per essere degni del tuo amore. Per Cristo Nostro Signore. Amen

Dalla Prima lettera di S. Giovanni Ap.  (1Gv, 5,4-13)

 “Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?  Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità. …Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio.  E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.  Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.”

Breve silenzio

Guida: La Madre nutriva la sua fede con una orazione costante, fervorosa, Il suo animo contemplativo si rivelava nel suo atteggiamento esteriore. Dice un testimone: “La Madre ebbe dal Signore il dono della fede e la esternava con le parole e le opere. Passava l’intera giornata con la mente rivolta al Signore e noi la vedevamo spesso pregare.”

Let. “I nostri occhi siano sempre fissi in Dio, sperando con fede molto viva, che Egli ci aiuterà” M. Camilla

“I santi … hanno avuto gli occhi sempre fissi in Dio, unico autore di ogni bene.” M.C.

“Diamo più gioia al Signore ringraziandolo di tutto con profondo spirito di fede, che se facessimo molte prodezze ed opere clamorose.” M.C.

“Abbi fiducia in Dio e nulla ti mancherà.” M.C.

Breve silenzio

Preghiamo  (Insieme)

Padre, che sei nei cieli,

Noi crediamo in te;

ci fidiamo ciecamente di te,

ci abbandoniamo totalmente

alla tua divina Provvidenza.

Tu veglierai su di noi,

la fede ci insegna che non cadrà

neanche un capello del nostro capo,

se tu non lo permetti.

Aumenta la nostra fede,

sei tu la nostra speranza;

la nostra fiducia è tutta riposta 

nella tua protezione paterna e

provvidente, specie nei momenti

di prova e difficoltà.

Padre, tu sei nostro Padre misericordioso!

(Pensieri e parole di M. Camilla)

Canto:

 Let: Gesù ci dice:

“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Matteo 6,25-33)

Breve silenzio

Guida: “La citazione evangelica collocata come frontespizio del Primo Regolamento: “Non affannatevi dunque, il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.  Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia…” riassume perfettamente come programma di vita, la fiducia illimitata della Madre nella Divina Provvidenza; è il motto dell’Istituto, il programma della sua fondazione e la sintesi della sua vita” (dal Documento per la beatificazione della Madre).

Let: “Dolce abbandono alla Divina Provvidenza che ordina e dispone ogni cosa per il nostro bene” M.C.

“L’oscurità spirituale è la grazia maggiore…perché così uno corre e si butta nelle sue braccia, e comprende che qui in terra, nulla vi è di stabile, solo Dio non cambia” M.C.

 “Ciecamente m’imbarco sulla nave della divina Provvidenza e non temo le tempeste che s’innalzano nel mare burrascoso di questa valle di lacrime e di tante miserie, e spero con fede molto viva, di giungere alla fine della giornata”       M.C.

Breve silenzio    

Preghiamo

Padre, io mi abbandono totalmente a te,

ciecamente m’imbarco sulla nave della tua

Divina Provvidenza.

Padre, aiutami a non temere le burrasche

che s’innalzano nel mare burrascoso della vita.

io voglio fidarmi di te,

voglio rimanere ancorata al tuo amore

Misericordioso, forte e sicura,

perché tu custodisci la mia vita,

guidi il mio cammino

e, fidandomi pienamente di te,

giungerò alla fine della mia giornata,

avvolta, confortata dal tuo amore

pieno di misericordia.  (Parole e pensieri della M.C.)

Canto

Lettura del Testamento Spirituale della Madre Camilla Rolon

 Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia. Sia per sempre adorata la Santissima Trinità la sacra umanità di nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare. Sia benedetta la purezza della beatissima Vergine Maria;   lodati siano  San Giuseppe, Santa Teresa e tutti i santi e  gli  Angeli della corte celeste

 Io, Suor Camilla di San Giuseppe Rolon, oriunda del paese di San Isidro (Buenos Aires), nata il 18 luglio 1842 e battezzata nella fede Cattolica, Apostolica, romana, …  indegna serva di Gesù Cristo nostro Signore con la divina grazia e per la cui ispirazione ho fondato la Congregazione delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, nella quale ho emesso i voti perpetui di povertà, obbedienza e castità.  Dopo aver chiesto umilmente perdono delle mie mancanze a Dio ai miei superiori e alle consorelle, e dopo aver ringraziato Gesù delle sue infinite misericordie … prego caldamente le mie figlie in religione, di essere sempre esatte osservanti delle Sante Costituzioni e conservino fedelmente lo spirito del mio Istituto, non allontanandosi per nessun motivo dal fine per cui si fondò, vale a dire:  la santificazione dei suoi membri e il bene spirituale e corporale del prossimo, praticato con disinteressata carità cristiana:  chiedo loro,  inoltre di essere esemplari nell’obbedienza alle autorità della Madre Chiesa come anche nell’attuazione di tutte ed ognuna delle sue leggi, prescrizioni e decreti disciplinari e delle rubriche liturgiche;  voglio ancora che professino una profonda e totale adesione e riverenza al Sommo Pontefice,  vicario di Cristo in terra,  poiché dov’è Pietro lì è la vera Chiesa.

 Raccomando loro di essere devotissime del Santissimo Sacramento, procurando il maggior   decoro possibile nelle funzioni eucaristiche e che dimostrino sempre un tenero e costante amore alla Santissima Vergine del Carmine,  Madre e Signora della Congregazione,  e al Santo Patriarca San Giuseppe, patrono e  protettore di essa; usare molta pazienza,  dolcezza e carità con tutti,  in particolare con i poveri infermi bisognosi, anziani e bambini abbandonati che sono i membri prediletti del corpo mistico di Gesù Cristo; ma faccio loro notare e chiedo loro di aver presente che,  se la compassione e carità con gli estranei sono virtù molto lodevoli, più ancora lo sono se si esercitano con i membri della medesima famiglia religiosa, per cui raccomando oltremodo l’affetto reciproco, l’unione e la concordia tra le suore e la docilità alle proprie Superiore.

 Essendo vissuta nelle piaghe amorose di  Gesù Crocifisso e,  per sua grazia, abbandonata interamente alla volontà di Dio e abbracciata al Santo albero della Croce, voglio altresì morire inchiodata ad esso,  libera da ogni attacco alle creatore per poter dire con verità:  solo Dio basta e  per poter lasciare come eredità alla Comunità delle Suore di San Giuseppe,  unitamente alla fede, la speranza e la carità,  il prezioso tesoro della santa povertà evangelica,  tesoro inesauribile, mediante il quale, allontanando lo spirito della mondana cupidigia, si ottiene di penetrare nel vasto grembo della Provvidenza Divina e,  rinunziando ad ogni proprietà terrena, si raggiungono facilmente i beni eterni del cielo. 

Suor Camilla di San Giuseppe Rolon

Roma 27 novembre 1912

Breve silenzio -Canto-Adorazione

Preghiera

O Gesù, veramente presente con la tua sacra umanità,

nel sacramento dell’altare: sii sempre adorato, lodato, ringraziato.

Sii benedetto, Gesù, nostro Signore,

nostro unico Signore.

Ti ringraziamo, Gesù, per le tue infinite grazie,

per gli innumerevoli benefici che ci hai donato,

per l’amore con cui ci hai amato.

Gesù, vivo e vero nel ss.mo sacramento, ti

riconosciamo Dio e Signore, accetta la nostra lode

e la nostra adorazione.

Benedizione eucaristica

Canto finale

“Va’ da Gesù, lì troverai tutto”

“Alla presenza di Gesù Sacramentato, rinnovatevi in spirito e verità”

Novena in onore a Madre Camilla Rolon di San Giuseppe

Novena in onore della Venerabile Madre Camilla Rolón di San Giuseppe

Salmo 121 (120) Il custode di Israele

Alzo gli occhi verso i monti:

da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore,

che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà vacillare il tuo piede,

non si addormenterà il tuo custode.

Non si addormenterà, non prenderà sonno,

il custode d’Israele.

Il Signore è il tuo custode,

il Signore è come ombra che ti copre,

e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male,

egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri, da ora e per sempre.

Preghiamo

Signore, Dio nostro, tu hai impresso nella Venerabile Madre Camilla una così grande fiducia nel tuo amore di Padre che le ha concesso di abbandonarsi nel grandissimo seno della Divina Provvidenza, senza fermarsi sulle sue debolezze e inadeguatezze. L’infinita grandezza del Tuo Amore e della Tua Misericordia incoraggia anche noi di chinarci davanti a Te per implorare la grazia (…), per intercessione della tua fedele Serva la nostra Venerabile Madre Camilla Rolón. Vogliamo vivere e custodire fedelmente il prezioso dono ereditato della Santa Povertà Evangelica, per donarlo alla Chiesa come un dono inestimabile. Ti chiediamo di glorificare la tua umile Serva per la maggior gloria Tua e per il nostro bene spirituale. Amen.

Preghiera per ottenere la Beatificazione della Venerabile Madre Camilla Rolón di San Giuseppe

Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, noi ti adoriamo e ti rendiamo grazie per le insigni virtù della fede, della speranza e della carità che accendesti nel cuore della tua fedele serva Camilla di San Giuseppe Rolón, affinché, per sua intercessione molte anime fossero preservate dal male e guidate sulla via della santità.

Ti preghiamo di concederci la grazia (…) che ardentemente ed umilmente ti chiediamo, per la tua maggiore gloria, a nostro profitto spirituale e la glorificazione in terra della tua fedele serva. Amen.

3 Gloria …

Rosanna-testimonianza su San Giuseppe

 

Testimonianza su San Giuseppe

 Mi è stato chiesto di fare una testimonianza su San Giuseppe.  Cercherò nel limite del possibile, di esprimere il mio pensiero su San Giuseppe l’uomo e santo. Diciamo subito che la Sacra Famiglia è potuta anche essere tale perché Giuseppe, uomo saggio e pio, ha sempre obbedito alla chiamata del Signore.  Quando l’angelo gli chiede di prendere in sposa Maria e di nulla temere lui si fida e accetta pienamente il disegno di Dio su di lui.

 Quando si fa carico della “custodia” e della nascita di Gesù, Figlio di Dio,  egli fa tutto quello che è in suo potere per adempiere nuovamente senza riserve al disegno di Dio.

Questo mi fa pensare a San Giuseppe come all’uomo del: . all’Angelo, a Dio, che si traduce in un a Maria e a Gesù.

 Egli fu umile e povero di denaro ma straordinariamente ricco di umanità, genitorialità, saggezza e sapienza.  Riuscì a modulare la sua vita in funzione della Madre di Gesù e di suo figlio stando sì in ombra ma sempre conducendo per mano entrambi nella giusta e sicura direzione come un vero padre e marito nei confronti del proprio figlio e della propria moglie.  Maria e Gesù erano sicuri accanto a lui, vivevano una vita “normale” nella speciale peculiarità della loro essenza soprannaturale. San Giuseppe fu quindi definito “padre putativo” di Gesù.

Oggi si tradurrebbe padre affidatario e come tale può, a ragione, essere considerato il primo padre affidatario della storia dell’umanità.  Per lui l’affido di Gesù è quello che per noi è da considerarsi l’affido familiare di tutti i bambini soli, deboli e malati che una copia accoglie nella propria casa insieme ai figli naturali.  San Giuseppe nell’accettazione di una vita accanto a Maria ha anche scelto di vivere una vita di coppia sempre casta ma piena di amore e rispetto reciproco. Alla luce di quanto sopra detto ritengo che San Giuseppe abbia vissuto appieno i tre voti della vita religiosa: obbedienza, povertà e castità. Pertanto la sua grandezza e che racchiude in sé entrambe le vocazioni: sia quella sacerdotale che quella coniugale.  E’ riuscito mirabilmente a coniugare in un’unica essenza di vita tutta la sacralità dell’uomo così come Dio l’ha concepito riuscendo a dare sempre la parte migliore nel silenzio e nell’ombra, certo che fidandosi del Signore egli gli sarebbe sempre stato accanto.

 Rosanna Moro, Baselga di Pinè, 19/10/2021

Come Giuseppe “Capace di un contatto profondo e silenzioso con Dio”

Una delle caratteristiche che contraddistinguono le nostre costituzioni come tipiche di San Giuseppe è questa: “Capaci di un contatto profondo e silenzioso con Dio”

Giuseppe riflette nel suo silenzio il silenzio divino … San Giovanni della Croce dice: “Il Padre ha detto una parola: che era suo Figlio, e questa parola  parla sempre nell’eterno silenzio , e nel silenzio bisogna ascoltare l’anima”. Il Padre non ha detto più che una sola Parola, suo Figlio, e in eterno silenzio la ripete sempre … ”Il silenzio di Giuseppe che contempla Gesù è un riflesso fedelissimo di quel silenzio del Padre, che contempla suo Figlio e tace … Giuseppe non aveva la missione di annunciare Gesù, ma di amarlo a gesti e in silenzio. Il suo amore era allo stesso tempo dolce e forte, calmo e fervente, gentile e focoso, emotivo e tenero. Giuseppe tace per ascoltare  il Verbo, la Parola, e così tace per ascoltare il mistero in ogni persona e in ogni cosa. Come San Giuseppe dobbiamo vivere il silenzio, essere disponibili al mistero di ogni persona e di ogni situazione e comunicare così in noi l’amore del Padre e del Figlio …

Qualsiasi compito che richieda una seria applicazione delle nostre facoltà presuppone il raccoglimento e il silenzio che lo rendono possibile. L’uomo saggio ha bisogno del silenzio per preparare le sue esperienze, per scrivere attentamente le sue condizioni ed i loro risultati. Il filosofo si raccoglie in solitudine per ordinare e approfondire i suoi pensieri. Il silenzio che il pensatore cerca avidamente per applicare alla riflessione tutte le sue energie intellettuali, sarà ancor più necessario, a livello spirituale, per applicare tutta la sua anima alla ricerca del suo oggetto divino.

C’è un silenzio esteriore del linguaggio e dell’attività naturale e un silenzio dei poteri interiori dell’anima.

Nel linguaggio attuale, stare in silenzio significa stare zitti. Ciò indica l’importanza di un uso equilibrato della lingua per la pratica del silenzio. Della lingua si è potuto dire che è il meglio che ci sia e il peggio. Fonte di grandi beni e gravi mali. Lo esprime molto bene l’apostolo Giacomo nella sua lettera: Gc. 3, 2-9 “Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio”. Ciò che l’anima ha di più intimo e personale viene esternato attraverso la parola quando, per comunicarlo, esprime pensieri e sentimenti. Questa comunicazione può essere un beneficio per chi la fa e per chi la riceve. L’espressione che viene esteriorizzata mette a nudo le profondità dell’anima. Qualsiasi eccesso di parole è dannoso. Il nostro Dio che si è rifugiato nel profondo dell’anima e ha posto la sua azione creatrice in questa oscurità e in questo silenzio, sembra infastidito da questa eccessiva esteriorizzazione.

Allo stesso modo, la comunicazione proveniente dall’esterno, che dovrebbe arricchire, a volte non fa altro che disturbare il silenzio dell’anima e l’opera di Dio, apportando materiale di tentazione, in una parola, cause di agitazione che aumentano le difficoltà del raccoglimento interiore e minacciano di paralizzare l’azione di Dio.

In questo modo la ciarlataneria è particolarmente dannosa per la profondità. Attirato verso l’esterno dal suo bisogno di raccontare tutto, il ciarlatano non può restare che a un livello superficiale, lontano da Dio e da ogni attività profonda, da cui nascono le risposte più corrette. Il ciarlatano non ha tempo per riprendersi, per pensare o per vivere profondamente. A causa dell’agitazione che lo circonda, impedisce agli altri il lavoro e il raccoglimento fecondo. Superficiale e vanitoso, il ciarlatano è un essere pericoloso.

Nel parlare troppo si perde tempo e l’anima si svuota. Il silenzio restituisce un ritorno a noi stessi, alle regioni più profonde dove c’è armonia e migliore discernimento, e uno sguardo verso l’alto, verso Dio, verso la mia identità in Lui.

San Giuseppe ci direbbe: “Non voglio essere un ciarlatano. Voglio mantenere una grande calma nell’anima … non dare di me stesso più di quello che gli altri possono ricevere con profitto, per conservare il resto nell’interiorità come l’anima custodisce i suoi più grandi tesori con l’intenzione di donarlo quando sarà il momento ”

Come la ciarlataneria, l’attività naturale può alterare il silenzio in cui Dio si fa sentire nell’anima. Quando l’attività eccede la vita quotidiana, fino al   punto da non lasciare spazio a una minima parte sufficiente per l’interiorizzazione, si trasforma in attivismo. L’attività è feconda quando una persona la usa per identificarsi con il piano di Dio. Diventa dannosa quando vogliamo soddisfare più noi stessi, alimentando il nostro amor proprio, anziché quello verso Dio.

Santa Teresa dice: “Da dove viene il disgusto quando siamo stati separati per la maggior parte della giornata dalla Presenza di Dio, anche se siamo impegnati nelle cose buone? Secondo me questo è il motivo, l’amor proprio che si mescola e non sappiamo se vogliamo piacere più a Dio o a noi stessi. Dopo che un’anima inizia ad apprezzare quanto sia soave il Signore, prova più piacere nel lavorare (il corpo) e riposare l’anima ”

L’anima si raccoglie per un momento, impone il silenzio e il riposo le sue potenzialità, ristabilisce la sua situazione, ritrova Dio nella sua attività più profonda e torna al suo compito, che d’ora in poi lo adempirà meglio perché svolto con clamore e ordine.

Dio vive, opera e realizza la sua attività misteriosa nell’anima, nelle parti più spirituali.   Finché regna il silenzio in queste parti profonde, hanno poca importanza il trambusto e le attività esteriori. Quindi il silenzio interiore è la cosa più importante. Il silenzio esteriore non ha valore se non nella misura in cui favorisce l’interno.

Il silenzio di San Giuseppe non è muto ma porta gradualmente al passaggio interiore. Il silenzio rivela ciò che è di troppo, ciò che non serve, rivela bugie, le cose che stavo “truccando”, ciò che forse sono giunto a mascherare … nel silenzio rilevo come sono, quali ospiti ho nel cuore e quali intrusi ho lasciato entrare … è mettermi davanti al Padre come sono … il silenzio è ascoltare, si tratta di ricettività, di farsi spazio interiore, di scavarsi come contenitore …  di conseguenza la domanda non è come vivi il silenzio, o quanto ti costa, la domanda è: Sei una persona attenta al Padre? … Com’è il tuo ascolto rispetto a Lui? … perché è di questo che si tratta … prestare attenzione a un Dio attento … essere in grado di mettere a tacere tutto per prestare attenzione a un Dio che quando ho bisogno di Lui, mette tutto a tacere per prendersi cura di me …, “assisti e ti assisteranno”.  Raggiungere un attento silenzio durante l’ascolto del Verbo è il più grande servizio che possiamo fare.

Il silenzio non è mutismo, è in sostanza la mia prima lingua, e poiché sono abitato da Dio, desidero profondamente stare con Lui in modo intimo come eravamo all’inizio … sentire una volta e un’altra ancora: “Sei il figlio mio amato … il mio preferito …” e restando con Lui, la mia vita ritorna al suo punto essenziale e io resto solo ciò che sono, riprendo l’identità e l’autenticità dell’inizio…, Il silenzio di San Giuseppe ci rivela ciò che è essenziale e ciò che invece è in più …

Chiediti ora:

A quali cose presti le tue orecchie? … Riconosci la voce del Padre tra le altre voci? Vivi l’essenziale? Quali cose ti sono “appiccicate” che non hanno a che vedere con la tua identità più profonda dell’essere in Lui?